Pubblicato da: corsicaitaliana | 23 maggio 2010

La lotta del popolo còrso

Da ben 241 anni la Corsica langue sotto il tallone francese. Un dominio che proprio in questi ultimi decenni sta raccogliendo i frutti di una politica sistematica di snazionalizzazione e sradicamento del popolo còrso.

Chi cura questo blog si augura ovviamente una Corsica che possa un giorno tornare unita col resto d’Italia ma, valutando oggettivamente l’attuale situazione socio-politica, ciò appare mera utopia. Perché allo stato attuale delle cose non esistono purtroppo condizioni di nessun tipo per ritenere che ciò possa avvenire. Sono gli stessi còrsi che, avendo disconosciuto le proprie autentiche radici, negano la propria fratellanza e vicinanza con gli italiani; e, di contro, gli stessi italiani, indottrinati da sessantacinque anni di falsità, prostati da una classe politica rapace ed inetta e dimentichi dei propri fratelli isolani, nulla conosco del dramma còrso e della comunanza che li lega.
Solo pochi, qui in Italia come in Corsica, ancora credono e si battono per riaffermare la verità storica di una Corsica italiana.
Questo ci induce ad alcune considerazioni.

Dal momento che una battaglia politica per una Corsica italiana è oggi purtroppo impensabile, l’auspicio che tutti noi amanti della Corsica dobbiamo avere è quello di una Corsica quanto prima indipendente e autonoma da Parigi. Una Corsica che una volta che non sarà più vessata da leggi liberticide, potrà velocemente tornare alla propria lingua e alla propria cultura. E quando questo accadrà, sarà allora solamente questione di tempo prima che i còrsi prendano finalmente coscienza di quanto di profondamente ed inalienabilmente italiano c’è nella propria identità.

Questo ci porta quindi a guardare con simpatia ad ogni movimento e realtà culturale e politica che si batta per la liberazione del popolo còrso dal centenario giogo francese.



Centu milla guerrieri anu francatu la bocca
Tutti vestuti di lume cun trumbett’ è cun tamburi
Facenu trimà a terra chi seranu l’ auguri?
Centu milla guerrieri anu francatu la bocca.

Fissanu un puntu luntanu, a vittoria chi s’ avvicina
U nemicu soffrerà sterperanu u so locu
Pè di qual’ hè u maestru, diceranu cu u focu
Fissanu un puntu luntanu, a vittoria chi s’ avvicina.

Ma daretu à l’ armata l’ ultimu hà passa stancu
Carcu à sudor’ è sangue trascina la so miseria
Lunanu dananzu à ellu ci hè a musica guerriera
Ma daretu à l’ armata l’ ultimu hà passa stancu.

Lu so cantu hè di silenziu è la so paroll’ hè muta
Pensa à cio chi un hè piu per un sente ogni sassu
Di stu caminu di croce chi ormai hè lu so chjassu
Lu so cantu hè di silenziu è la so paroll’ hè muta.

Ma sintite la mio voce, sintite la mio canzona
Per l’ultima umanità è per l’ ultimu suldatu
Li so guai lu so sangue, u so passu trascinatu
Hè per ellu, ellu solu ch’ eu cantu sta canzona.

[…]

Di a to libertà Fà chì l’avvene Strapp’e catene Chì volenu tumbà.
À la riscossa Tutti à la mosse Un ghjornu sbuccerà
L’indipendenza Sola sperenza U fronte vincerà.
À la riscossa Tutti à la mosse Un ghjornu sbuccerà
L’indipendenza Sola sperenza U fronte vincerà.




http://www.uribombu.com/

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Responses

  1. QUESTO ARTICOLO E’ L’ESATTA REALTA’,IO CONCORDO PIENAMENTE SU TUTTO PURTROPPO,I FRANCESI COLONIZZATORI ED I CORSI COLONIZZATE E COSTRETTI A VIVERE FRANCESE,A PARLARE FRANCESE,A MANGIARE FRANCESE,A SENTIRSI FRANCESI ,CHE TRISTEZZA,RINNEGARE LA VERA ORIGINE CHE E’ ITALIANA COME VOLEVA PASQUALE PAOLI


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